Tradizioni gastronomiche

         La cucina era un tempo quasi esclusivamente di impronta carinziana e slovena. Per questo motivo i piatti tipici, ancora oggi fanno riferimento a quel periodo, anche se nel corso degli anni ovviamente abbiamo assorbito la cucina mediterranea.

         Per quanto riguarda i piatti tipici ricordiamo gli gnocchi (Knoedel): con le susine (Tschwetschgenknödel), al pane (Brotknödel), con il fegato di maiale (Leberknödel), con succo di mirtillo rosso; un piatto particolare, comune anche alla vicina Carnia, sono le crespelle (chiamate krape) con pere nostrane (Klotzen); caratteristico è anche il Gulasch o la Gulaschsuppe; ricordiamo poi gli arrosti e le salsicce e la carne di maiale con i crauti; il prosciutto cotto con il kren; la “zasaka”, che è grasso di maiale tritato con aggiunta di cipolla; per i dolci ricordiamo i biscotti (Kekse), il panettone (Schartl) ed il pane fatto in casa.

         Di recente, anche per la rielaborazione della vecchia cucina e delle vicende legate alla battaglia combattuta sul forte Hensel tra i francesi e gli asburgici, vengono proposti, la zuppa del capitano (minestra di fagioli con carne e cereali) ed il piatto del capitano (carne di manzo con funghi).

         Il formaggio, la ricotta ed il burro fanno parte dell’antica tradizione casearia che sull’altipiano del Montasio (nel vicino Comune di Chiusaforte) ha visto nascere il famoso formaggio DOC “ Montasio”, formaggio a pasta semicotta simile alla maggior parte dei formaggi alpini, e che nel caseificio di Ugovizza vede la più importante struttura di trasformazione del latte.

Feste e tradizioni popolari

       Un tempo ricco era il patrimonio di feste e tradizioni popolari. Oggi con la globalizzazione in atto, soprattutto nelle piccole comunità come la nostra, le feste e le cose di una volta si perdono, anche se negli ultimi anni c’è una piccola e parziale riscoperta della tradizione.

       Ricordiamo le principali feste e tradizioni

I Re Magi - Vigilia dell’Epifania (5 gennaio) a Malborghetto - S.Caterina - Bagni di Lusnizza
Epifania (6 gennaio) a Ugovizza.
La tradizione è legata al culto dei Tre Re. I ragazzini del paese si vestono con mantelli e corone e portano una grande stella (di legno o cartone argentato), seguiti da un pastore, passano di casa in casa proponendo canti sacri in italiano e sloveno (a Ugovizza), venendo ricompensati con dolci e  spiccioli. La tradizione vuole che i piccoli magi scrivano col gesso benedetto sulle porte le iniziali dei Tre Re e l’anno.

- Il carnevale viene festeggiato come negli altri paesi, anche se un tempo c’era l’usanza di fare anche il funerale del Carnevale il giorno delle Ceneri.

- La Domenica delle Palme dà inizio alla Settimana Santa. In questa giornata si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e l’annunzio della passione.
In Valcanale l’ulivo è stato a sua volta rimpiazzato dal Praitl / Palmbusch;
Durante il triduo Pasquale si concentrano tutta una serie di funzioni liturgiche. Dopo il Gloria del giovedì le campane tacciono e vengono sostituite dalle raganelle che vengono suonate dai ragazzini per le vie del paese.
A Ugovizza e Valbruna viene allestito il Santo Sepolcro, costituito da quinte di legno sulle quali sono dipinte scene che rappresentano la Crocifissione, da una nicchia nella quale viene riposto l’ostensorio e dal Sepolcro in cui è adagiato il corpo di Gesù. Qui la sorveglianza del sepolcro è garantita ancora oggi dal Corpo dei Pompieri Volontari di Ugovizza e Valbruna.  
Il Sabato Santo prevede la benedizione dei cibi pasquali (prosciutto, kren, uova sode, pane dolce, salsicce e lingua) e la benedizione del fuoco.
Sul sagrato della chiesa viene accesso un grande falò, col quale si accende il cero pasquale. Segue la benedizione dell’acqua della fonte battesimale. I fedeli portano a casa alcune braci del fuoco benedetto e l’acqua consacrata. A Malborghetto le braci vengono consegnate alle famiglie dai chierichetti la domenica mattina. Da ricordare la processione del Venerdì Santo Via Crucis a Malborghetto e del Sabato Santo processione della Resurrezione a Ugovizza.

- La maja -   (albero di maggio) è un altissimo abete rosso o bianco, sramato e scortecciato per oltre i due terzi della sua lunghezza e con le fronde della cima intatte, su cui sono fissate corone di fiori e un grande festone tondo di rametti d’abete. L’albero viene ornato e innalzato all’inizio dell’estate nel comune di Malborghetto, nelle vicinanze della chiesa parrocchiale dai giovani del paese con significati simbolici legati ai riti della fertilità. Oggi l’aspetto più importante è legato alla socialità. La festa assurge a simbolo preminente della propria storia, cultura e tradizione.

Almauftrieb - Monticazione
La prima o seconda domenica di giugno come da tradizione , i contadini preparano e accompagnano le loro mucche all'alpeggio. A seguire benedizione del bestiame.
Allieteranno la giornata il coro parrocchiale di Ugovizza e i suonatori di corno da caccia della Valcanale.
Durante tutta la giornata possibilità di degustare le varie specialità offerte dalle numerose baite della Val Uque e assistere a varie mostre ed esibizioni dei vecchi mestieri.

- Sagra paesana di Malborghetto (1ª domenica di luglio)
La festa si snoda lungo il centro del paese consentendo di passeggiare tra le suggestive vie ed ammirare le antiche abitazioni e palazzi nobiliari. La Serata danzante del sabato culmina nel consueto spettacolo pirotecnico.

- Tradizionale sagra paesana di Ugovizza (3a o 4a domenica di luglio), con i canti sotto il tiglio (Konta) e la sfilata dei coscritti in costume tradizionale lungo le vie del paese. Le serate danzanti del fine settimana consentono di degustare prodotti tipici locali.

- Valbruna in festa (1ª domenica di agosto)
La festa si caratterizza per la presenza di un ampio mercato con prodotti locali ed artigianali, per l’esibizione itinerante di gruppi musicali e per proposte culturali sempre differenti riguardanti la montagna.

- Festa degli alpini a metà luglio si svolge il tradizionale appuntamento in Val Saisera;

- A sella di Lom, la prima domenica di agosto il Corpo Pompieri Volontari di Ugovizza organizza un incontro con i vicini volontari carinziani, per un'esercitazione di antincendio boschivo, seguita dalla S. Messa all'aperto e quindi da musica e specialità locali. Vedi sentiero n° 507.

- Commemorazione defunti il 1 novembre presso i cimiteri, il 2 novembre si
svolge a Valbruna la commemorazione dei defunti presso il cimitero austroungarico con le rappresentanze locali e austriache.

 -  Ein Prosit la rassegna enogastronomia delle migliori aziende italiane e straniere si svolge nel Palazzo Veneziano a Malborghetto verso fine novembre o inizi dicembre.

- San Nicolò e i Krampus. La sera del 5 dicembre in Valcanale si rinnova il rito di San Nicolò e dei Krampus. La drammatizzazione del rito prevede che il Santo, il quale nel culto cristiano nordico è configurato come colui al quale spetta il compito di tenere a bada gli spiriti maligni, sia “scortato” dai Krampus, figure diaboliche ricoperte da pellicce, mascherate in modo terrificante, attrezzate con catene, fruste e campanacci. Nella pantomima San Nicolò riveste il duplice ruolo di fustigare e dispensare di doni. Infatti, il rito prevede che dopo aver interpellato i genitori il Santo ricompensi i bambini buoni con dolci e regali e ammonisca i “cattivi” consegnando loro una bacchettina o un pezzo di carbone. Ai Krampus spetta il compito di intimorire e fustigare i giovani astanti, il tutto accompagnato da grugniti, schiamazzi e ammonimenti.  

- La šapa vede come protagonisti i giovani coscritti, che la sera del 27 dicembre visitano le case del paese portando la “brina grande” (šapa). La šapa è costituita da una grande frasca di abete al centro della quale viene fissato un cuore di panno rosso decorato con vari oggetti simbolici: le medaglie che augurano servitù di legname ricca, i talleri e i lingotti che presagiscono ricchezza, la catena dell’amore, la chiave di San Pietro che fa andare in paradiso, una seconda catena che simboleggia quella con cui si traina l’albero di Natale ed il ferro di cavallo che porta fortuna. La parte verde della frasca viene decorata con fiocchetti bianchi che auspicano nascite, campanelle simbolo di festa, uccellini simbolo di spensieratezza, palline natalizie, che augurano tanti bambini quante sono le stesse; il tutto è circondato da un festone argentato a forma di cuore.
La tradizione prevede che i coscritti si rechino di casa in casa a fare gli auguri, mentre i cantori all'esterno cantano brani beneauguranti. Solamente tre componenti del gruppo entrano in casa: il portatore della brina che spiega il significato degli oggetti presenti sulla frasca, il cameriere che offre da bere ai componenti della famiglia e il portatore della lanterna che si ferma all’ingresso. Al gruppo viene offerta una mancia; il denaro raccolto servirà in parte a fare la cena tra coscritti e cantori, in parte verrà donato alla chiesa e ai pompieri volontari. Il rito si ripete a Capodanno, ma in questa circostanza vengono visitate solo le osterie e non è prevista la presenza del cameriere e del portatore di lanterna.

- šip-šap La tradizione dello scip sciap, permane ora solamente ad Ugovizza. La denominazione scip-sciap, che definisce tale usanza, è certamente una onomatopea, in quanto rievoca il suono prodotto dal movimento della frasca. Il 28 dicembre, giorno dei Santi Innocenti, gruppi di ragazzini festosi girano per le strade del paese, passano di casa in casa e bacchettano con una piccola frasca di abete le gambe degli adulti. Questa fustigazione ha un significato purificatorio e propiziatorio. La filastrocca che accompagna questa azione beneaugurante, viene recitata in dialetto sloveno e ci aiuta a capire il significato di tale tradizione; la canzoncina esprime il concetto per cui ogni ago presente sulla frasca rappresenta un anno di felicità per la persona che viene frustata.